La Zuffa è Servita
“La zuffa è servita”, seppur ispirato al settecentesco capolavoro goldoniano “la famiglia dell’antiquario”, è stato concepito per rappresentare un esempio classico di teatro del ‘500 con la canonica suddivisione in cinque atti, gli intermezzi “recitati” (in questo caso da due servi muti che cambiano le scene a vista in modo coreografico) ed i
personaggi cosiddetti “fissi” che rappresentano rispettivamente la nobiltà che si esprime nei padroni di casa, la polarità mercantile rappresentata dall’ospite munifico, la pedantezza accademica tipica del “dotto”, il mondo ecclesiastico, gli innamorati e l’indiscrezione della servitù.
In questo quadro variegato, emerge prepotente il carattere dei personaggi che, a dispetto della loro “facciata”, mostrano vizi e virtù della borghesia cinquecentesca: il tutto in un susseguirsi di battute e situazioni divertenti che gravitano attorno alla difficile convivenza fra la suocera, nobile ma squattrinata, e la nuora, figlia di un ricchissimo mercante ma non nobile. I dieci attori, da commedianti consumati, oltre alla comicità insita nelle battute del testo, amplificano il loro aspetto buffo con movenze e pantomime tipiche dei grandi interpreti della commedia dell’arte, vera mattatrice del teatro seicentesco in Italia e nel resto d’Europa.
TITOLO: “La zuffa è servita” (tratto da “la famiglia dell’antiquario” di Goldoni)
NUMERO ATTORI: Dieci
DURATA: Ottanta minuti circa
Lo spettacolo è pensato per essere rappresentato su un palco: nel caso di rappresentazione all’esterno, andrebbe allestito un palco delle dimensioni di almeno 5 metri di profondità per 6 metri di larghezza prevedendo, allo stesso tempo, l’utilizzo da parte degli attori di microfonini.
Per maggiori informazioni rivolgersi a Germano Rubbi: germano@digitalispurpurea.org

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