Quel mattino d’aprile

13/04/1944 storia di una rappresaglia

Nella primavera del 1944 dopo lo sbarco dell’esercito angloamericano ad Anzio e la stagnante situazione del fronte bloccatosi a Cassino, nell’appennino centrale compreso fra le province di Perugia, Terni e Rieti, fu ordinata una grande operazione contro le bande partigiane al fine di eliminare il pericolo di sabotaggio dei sistemi logistici situati alle spalle della prima linea.

I reparti del gruppo tedesco “Schanze” sostenuti dalla Guardia Nazionale Repubblicana, nel tentativo di ripulire l’intera area, eseguirono diversi rastrellamenti mettendo in atto, molto spesso, ingiustificate rappresaglie contro i civili: in questo contesto, una delle vicende più oscure è avvenuta a Calvi dell’Umbria dove, fra il 12 ed 13 aprile 1944 vennero fucilati 16 civili sospettati di collaborare con i partigiani. Uno dei molti episodi di vera e propria guerra preventiva ai civili, organizzata e voluta con particolare ferocia dal feldmaresciallo Kesserling, comandante in capo delle forze armate tedesche dislocate in Italia.

II 12 e 13 aprile alcuni cittadini vennero arrestati, condotti nella caserma dei Carabinieri e fucilati all’alba del giorno dopo sulla piazza del paese da un plotone del 20° reggimento SS Polizei ai comandi del maggiore Wilcke, senza alcun processo. Tra le vittime, oltre a due forestieri di cui non si conoscevano i nomi, ci furono due ragazzi di 16 e 17 anni; Guglielmi Genesio e Emesto, i parenti Adolfo, Emilio e Gino di 48, 44 e 32 anni, tutti membri di una famiglia che gestiva un albergo-trattoria a Calvi, accusati di aver ospitato alcuni partigiani. Le altre vittime erano: Montegaggi Liberato di 57 anni, barbiere; Fabbri Fabrizio di 42 anni presunto rifornitore di partigiani; Pielicè Pacifico di 40 anni, Semicola Ernesto di 42 anni, Salvati Domenico di 39 anni, Carofei Lorenzo di 59 anni: tutti sospettati di aver collaborato con i partigiani.

Partendo dal quadro storico generale del dopo 8 settembre 1943, lo spettacolo “Quel mattino d’Aprile”, presenta la narrazione dettagliata di una delle tante rappresaglie avvenute in Italia nel periodo dell’occupazione tedesca. Attraverso la presenza di un narratore coadiuvato sulla scena da tre attori che interpretano, di volta in volta, i protagonisti dell’evento chiamati in causa, prendono forma tutte le dinamiche, le cause ed i retroscena che hanno portato un plotone tedesco all’inspiegabile uccisione di sedici persone.

Il testo è costruito in modo da seguire una struttura “a spirale” che parte dalla descrizione del contesto storico generale , per entrare, via via, nelle case dei protagonisti affrontandone le emozioni, terminando la sua corsa di fronte al muro dove è avvenuta la fucilazione davanti al quale i personaggi si trovano a parlare fra loro. La ricostruzione dettagliata degli eventi in questione, è frutto dell’integrazione fra i documenti reperiti negli archivi militari, e le dichiarazioni dei testimoni (spesso oculari…) molte volte contrastanti con i materiali ufficiali: grazie a questo è stato possibile dare vita ai protagonisti dell’evento, svelando tutti quei retroscena assolutamente invisibili nei documenti ufficiali. “Quel mattino d’Aprile” è una rappresentazione teatrale che vuole riportare agli spettatori in forma artistica e documentaria, l’integrità dell’episodio accaduto durante la fase finale della II° Guerra Mondiale a Calvi dell’Umbria.

SCHEDA TECHNICA
TITOLO: Quel mattino d’aprile
NUMERO ATTORI: 4
DURATA: 1 ora 20 minuti

Per la sua realizzazione, lo spettacolo neccesita di materiale illuminotecnica consistente in: n° 8-10 spotlight teatrali con relativa caveria; n° 1 dimmer; n° 1 amplificazione completa composta da lettore CD, casse audio, amplificatore con relativa caveria, n° 4 microfoni ad archetto.

Scritto, diretto e interpretato da
Germano Rubbi

con
Amedeo Carlo Capitanelli
Giovanni D’Artibale
Costanza Farroni

Grazie al generale Enzo Climinti e prof. Angelo Bitti per la consulenza storica; Un ringraziamento va al Comune di Calvi dell’Umbria per il sostegno istituzionale; Un grazie a tutti i cittadini di Calvi ed in particolare a Leonardi Livio, Leonardi Renzo, Fabbri Vincenzo, Bettini Vittorio che con le loro testimonianze hanno contribuito alla realizzazione dei dialoghi presenti nel testo.

–Germano Rubbi

Per maggiori informazioni rivolgersi a Germano Rubbi: germano@digitalispurpurea.org