Shaitan

Shaitan è una visione, un termine arabo che, letteralmente, significa nemico: ed è proprio da nemico che il generale Nemèd, vero protagonista della storia, braccio destro di Oloferne, si pone nei confronti degli abitanti della citta` di Betulia, privandoli prima delle sorgenti, fonte di vita, per stringerli successivamente in una morsa accerchiante. Per lui la parola del suo sovrano Nabucodonosor equivale a legge: la sua dedizione si scontrerà con la volontà di Oloferne, comandante dell’esercito che invaghito di Giuditta, una diplomatica avversaria, temporeggia al fine di ottenere da lei il “giusto premio”.

Nemèd e Giuditta: i due antagonisti si incontrano e si scontrano in un duello verbale sottile ed acuto nel quale, come in una scatola cinese, si celano migliaia di significati rivelatori. Entrambi recitano una parte nella quale tutto è già scritto: l’epilogo della battaglia e il ruolo che entrambi avranno nell’esito della storia.

I personaggi che gravitano attorno ai due protagonisti caricano ulteriormente l’atmosfera di una tensione tagliente: la serva di Giuditta, con i suoi mille dubbi sfocianti in una determinazione fatale; i due capitani agli ordini di Nemèd, veri responsabili, insieme alla superbia di Oloferne (figura off ma presente nei monologhi) della disfatta finale ed infine il coro, vero metronomo che scandisce i tempi dell’azione tutta. In questo quadro una danzatrice con i suoi movimenti anempatici senza musica, costituisce il filo conduttore della vicenda che permette allo spettatore di orientarsi in questo dedalo di suoni, voci ed immagini proiettate alle spalle dei protagonisti nelle quali appaiono, come d’incanto, opere pittoriche raffiguranti proprio l’episodio di Giuditta ed Oloferne ( Botticelli, Gentileschi, Caravaggio ecc.). Shaitan non è solo questo: è una storia che si ripete, l’assedio di una città nella quale si respira, ad ogni istante, la minaccia che si trova fuori le mura.

TITOLO: SHAITAN
NUMERO ATTORI: 8
DURATA: 65 Min. circa

Tale spettacolo è pensato per essere rappresentato in spazi “protetti” di dimensioni medio grandi (teatri, saloni, chiese, piazze transennate ecc.).

Si richiede l’utilizzo della corrente per le luci di scena (8 KW. circa) e per l’apparecchiatura audio e video. Data l’importanza dell’impatto scenico dovuto alle proiezioni video su maxischermo, sarebbe opportuno ridurre la presenza di luci disturbanti in prossimità dello spazio rappresentativo al fine di garantire lo svolgimento qualitativamente adeguato dello spettacolo stesso.

Per maggiori informazioni rivolgersi a Germano Rubbi: germano@digitalispurpurea.org